Raccolta di articoli dedicati ai Prodotti Pontarolo - Pontarolo Engineering

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Febbraio 5, 20210

Il Sistema Pontarolo per gli edifici sostenibili

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Dal 1° gennaio 2021, la nuova legge energetica D.Lgs 48/2020 che ha recepito la direttiva Europea 844 (EPBD III), rinnova le caratteristiche già definite dal Decreto Requisiti Minimi, prevedendo l’obbligo di edifici nZEB per tutti gli immobili privati e pubblici.



Quali sono le caratteristiche di un edificio nZEB?


Il termine nZEB è l’acronimo di nearly Zero Energy Building e indica un edificio con consumo energetico pari quasi a zero, necessità soddisfatta in gran parte da fonti di energia rinnovabile.
Sono edifici progettati per provvedere autonomamente alla produzione del proprio fabbisogno energetico, come riscaldamento e raffrescamento, ventilazione, illuminazione e altri parametri.


Regioni già all’avanguardia


In Italia ci sono già degli esempi edifici nZEB, come in Lombardia ed Emilia Romagna. Le due regioni, grazie all’anticipazione degli obblighi rispettivamente dal 2016 e dal 2019, si sono attivate già da tempo alla realizzazione di edifici nuovi o oggetto di ristrutturazione, pubblici o privati, ad energia quasi zero.


Come cambia la progettazione?


Nella progettazione di un edificio ad elevate prestazioni energetiche, è di fondamentale importanza, oltre alle energie rinnovabili citate in precedenza, la costituzione dell’involucro a bassi consumi, tanto in regime invernale quanto in regime estivo: basse trasmittanze termiche ed elevata inerzia, in grado di limitare le dispersioni.

Le tecnologie del SISTEMA PONTAROLO, tra cui CLIMABLOCK®, ISOLCUPOLEX®, SPYROGRIP®, KALDO® e VENTUS®, possiedono le caratteristiche necessarie a soddisfare i requisiti degli edifici nZEB




Scopri il Sistema Pontarolo

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Gennaio 27, 20210

L’Invarianza Idraulica è un argomento sempre più attuale in numerose regioni italiane e spesso richiede la corretta progettazione di una vasca di laminazione delle acque piovane. Vogliamo qui condividere con te la nostra consolidata esperienza sulle varie tipologie di vasca di laminazione presenti sul mercato, analizzando i pro e i contro di ogni tipo di vasca.

Per contattare i nostri uffici e valutare la fattibilità di ogni progetto o per un’assistenza alla progettazione, clicca qui.


Invarianza idraulica:
quadro generale


Molte regioni italiane hanno recentemente introdotto il principio di invarianza idraulica. Ciò comporta la necessità di creare dei bacini per il contenimento delle acque meteoriche: la vasca di laminazione.

Come sappiamo, la sempre crescente urbanizzazione del suolo causa una minore capacità di assorbimento del terreno dell’acqua durante le piogge. L’attuale rete idrica convoglia l’acqua in modo molto più veloce nel sistema fognario, che molte volte non ha una portata sufficiente e provoca allagamenti e quindi danni.

L’impermeabilizzazione del suolo, l’abbondanza di piogge in tempi molto brevi e la necessità di non saturare le reti idriche urbane da anni è stato oggetto di studio da parte dei legislatori Europei e Nazionali.

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A livello Europeo vari Paesi tra cui Olanda, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno un quadro legislativo nazionale delineato e nel corso degli anni hanno investito e ridotto il rischio di collasso della rete idraulica.

In Italia già dal 1994 la Legge Galli disciplina le risorse idriche, anche se l’attuazione del suo contenuto è avvenuta in tempi più recenti e a livello regionale.

Oggi, in varie Regioni, il principio di invarianza idraulica obbliga a restituire la permeabilità del terreno persa con la costruzione di edifici, strade e parcheggi, realizzando dei volumi per contenere importanti quantità di acqua affinché le tubazioni urbane non collassino durante i temporali più violenti.

Per questo motivo sempre più spesso capita di dover costruire delle vasche di laminazione delle acque meteoriche.


Tipologie di Vasche di laminazione

La prima distinzione che possiamo fare è tra bacini interrati e superficiali. I bacini superficiali sono delle aree lasciate a verde dove l’acqua può esondare durante le piogge più intense.

Spesso però la dimensione del lotto di terreno a disposizione non consente di realizzare la totalità del bacino di compensazione mediante opere in superficie ed è necessario ricorrere parzialmente o totalmente ad opere interrate per soddisfare l’invarianza idraulica.

I sistemi per creare tali volumi d’invaso interrati sono vari. Esistono soluzioni di diverso tipo, che vanno dal prefabbricato scatolare in cemento armato fino ad elementi in plastica o strutture gettate in opera. Analizziamo qui di seguito le principali tipologie di vasca di laminazione.



Vantaggi e svantaggi di ogni tipo di vasca di laminazione


Ognuno dei sistemi costruttivi ha pregi e difetti riassunti brevemente qui di seguito. Infine abbiamo descritto il sistema da noi proposto e spiegati vantaggi, limiti e benefici.

Scatolari in cemento armato prefabbricati

Sono strutture prefabbricate in cemento armato che vengono trasportate dal prefabbricatore che le produce e vengono interrate.

Vantaggi: possono sopportare grandi carichi, per volumi importanti vengono collegati in serie, veloci da posare
Svantaggi: Misure limitate, poca flessibilità di forma, molte pareti, mezzi di trasporto e sollevamento ingombranti e costosi

Tubazioni in cemento armato

Sono anch’esse strutture prefabbricate in cemento armato di forma tubolare e dal diametro variabile.

✓ Vantaggi: possono sopportare grandi carichi, vengono collegati in serie, sono veloci da posare
Svantaggi: Misure limitate, poca flessibilità di forma, mezzi di trasporto e sollevamento ingombranti e costosi, necessitano una vasta area di posa per raggiungere i volumi richiesti, il che comporta una logistica complessa.

Cisterne in plastica

Sono delle cisterne interamente in plastica di forma solitamente cilindrica e misura limitata: vengono prodotte in fabbrica e trasportate ed interrate in cantiere.

✓ Vantaggi: non serve gettare cemento, veloci da applicare, ideali per quantità limitate di acqua.
Svantaggi: costose, non sono sempre ispezionabili, volumi di acqua limitati.

Elementi modulari in plastica

Sono degli elementi in plastica ideati per essere interrati assieme ad una serie di geo tessuti e ghiaia e per sostenere direttamente i carichi di progetto. Le parti vuote dei pannelli/moduli sono destinati a riempirsi di acqua.

✓ Vantaggi: flessibilità di forma e dimensione della vasca, facile installazione con elementi leggeri e manovrabili.
Svantaggi: Costosi, altezza limitata della vasca, necessità di essere posizionata in profondità per resistere ad alti carichi, non può essere installata sotto il livello di falda, grandi volumi di ghiaia necessari, difficilmente ispezionabili, durata nel tempo incerta.

Strutture in opera di pareti e solai in calcestruzzo armato

✓ Vantaggi: flessibili in pianta
Svantaggi: non flessibili in elevazione per l’impossibilità di scasserare il solaio nel caso di vasche con poca altezza utile. Luce del solaio limitata dai carichi.


Cupolex Vasche: il sistema ibrido tra modulare
e gettato in opera

Il sistema che noi abbiamo sviluppato e che dà maggiori vantaggi per soddisfare l’invarianza idraulica è di fatto un sistema ibrido tra gettato in opera e modulare, è il sistema Cupolex Vasche. Consiste nella formazione di muri in c.a. perimetrali senza limiti di forma tramite i casseri Climablock: leggeri e trasportabili in cantiere senza bisogno di grandi mezzi di sollevamento, e all’utilizzo delle casseforme Cupolex Rialto ad altezza variabile, molto flessibili sia in alzato che in pianta. I casseri Cupolex danno poi la forma al calcestruzzo che diventerà la copertura della vasca di laminazione, lasciando un grande vuoto sotto riempibile dall’acqua piovana. Si formeranno inoltre numerose colonne in calcestruzzo in corrispondenza dei tubi del sistema, che reggeranno i carichi soprastanti e li distribuiranno al di sotto della vasca.


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Vantaggi del sistema
Cupolex Vasche


Tra i vantaggi del sistema si annoverano:

  •  L’economicità del sistema confronto ai sistemi tradizionali
  • La flessibilità del manufatto che si può adattare anche a forme particolari in pianta e ad altezze comunque compatibili con la quota di falda.
  • La carrabilità anche nel caso di carichi da ponte, per questo Cupolex vasche viene solitamente posizionato sotto parcheggi, baie di carico, strade o sotto il capannone stesso. Cupolex Vasche consente il transito di mezzi pesanti anche senza ghiaia per la ripartizione del carico, con la ruota direttamente sopra la soletta.
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  • La rapidità di esecuzione del sistema (oltre 1000 m3 di invaso realizzati in due settimane di lavoro)
  • La possibilità di realizzare bacini di prima pioggia, dissabbiatori, disoleatori minimizzando l’utilizzo di pompe di sollevamento ma prediligendo sistemi a gravità
  • La possibilità di infiltrare nel suolo le acque meteoriche alimentando così le falde locali
  • La possibilità di realizzare semplicemente vasche impermeabili
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Soddisfare l’invarianza idraulica con Pontarolo Engineering

Partendo da studi di fattibilità su misura per le condizioni specifiche del progetto, la Pontarolo Engineering può accompagnare il general contractor o la committenza lungo l’iter realizzativo, passando per la progettazione delle strutture fino alla realizzazione in opera.

Cupolex Vasche “chiavi in mano” dona al cliente la tranquillità di avere in tempi e costi certi un’opera specialistica progettata su misura e realizzata da personale esperto.

Contatta i nostri uffici per maggiori informazioni e per conoscere i costi
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Novembre 12, 20204

Il Sistema Pontarolo rispetta i requisiti CAM


Con l’entrata in vigore del nuovo Codice appalti, con il decreto 11 ottobre 2017 sono stati aggiornati i Criteri Ambientali Minimi, i cosiddetti CAM, per l’affidamento di servizi di progettazione e per i lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.

Inoltre con l’avvento del Superbonus del Decreto Rilancio, questi criteri vengono applicati a qualsiasi lavoro ove si richieda il bonus fiscale, quindi non solo per i lavori pubblici, ma anche privati, sia per ecobonus che sismabonus.

Qui potete scaricare il decreto 11 Ottobre 2017 sui CAM

Gli elementi del SISTEMA PONTAROLO, tra cui CLIMABLOCK®, ISOLCUPOLEX®, SPYROGRIP®, KALDO® e CUPOLEX®, rispettano pienamente i requisiti necessari previsti dal decreto CAM e riportati qui di seguito.


Scarica qui la nostra Dichiarazione CAM


I criteri ambientali minimi necessari per i materiali isolanti

Per quanto riguarda i materiali isolanti, come quelli usati per il cappotto termico o come i casseri in Polistirolo CLIMABLOCK®, devono essere rispettati i seguenti criteri elencati al paragrafo 2.4.2.9 :



  • non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  • non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  • se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito;

  • se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi alla nota Q o alla nota R di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i. (29);
  • se il prodotto finito contiene uno o più dei componenti elencati nella tabella presente nel decreto allora questi devono essere costituiti da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito. (in particolare per il Polistirene espanso la quantità prevista deve rientrare tra il 10% ed il 60%.).


Gli elementi del SISTEMA PONTAROLO, tra cui ISOLCUPOLEX®, il cappotto SPYROGRIP® e KALDO® sono prodotti in Twinpor®, una speciale formula di Polistirene espanso (EPS), e hanno recentemente ottenuto una certificazione di prodotto la quale attesta un contenuto di materiale riciclato maggiore o uguale al 10% in peso.


Scarica qui la certificazione di prodotto per i nostri prodotti in EPS

Mentre i blocchi cassero CLIMABLOCK®, sempre prodotti in Twinpor®, hanno ottenuto la prestigiosa Dichiarazione EPD, cioè una dichiarazione di prodotto di Tipo III (conforme alla norma UNI EN 15804 e ISO 14025).


Scarica qui la Dichiarazione EPD


I criteri ambientali minimi per materie plastiche

Per quanti riguarda i componenti in materie plastiche invece, deve essere rispettato il seguente criterio secondo il paragrafo 2.4.2.6 del D.M.:

  • Il contenuto di materia riciclata o recuperata deve essere pari ad almeno il 30% in peso valutato sul totale di tutti i componenti in materia plastica utilizzata.

Tutti i prodotti in plastica della Pontarolo Engineering, in particolare tutti i casseri per i vespai areati, sono da sempre interamente in materiale riciclato. L’etica aziendale infatti è sempre stata quella dell’economia circolare e della salvaguardia ambientale andando ad utilizzare quasi esclusivamente plastica proveniente da post consumo (raccolta differenziata) e in piccola parte da pre-consumo (scarti industriali) in modo da ridurre così la materia plastica destinata a discariche o inceneritori. Anche questi prodotti hanno ottenuto una Certificazione di prodotto che ne attesta il totale contenuto di materiale riciclato.

È opportuno precisare che avere il 100% di materiale riciclato nei prodotti, valore ben superiore alla quantità richiesta dai CAM, consente di accedere ad una premialità in termini di punteggi nelle gare di appalto in quanto, nel bilancio globale dell’edificio infatti si andrà ad aumentare la percentuale di materia riciclata rispetto al totale.


Scarica qui la certificazione di prodotto per i nostri prodotti in Plastica

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Ottobre 9, 202019

Il Superbonus 110% per l’efficientamento energetico degli edifici poco isolati rivoluzionerà a breve il nostro patrimonio edilizio.

In Italia quasi tutti gli edifici non sono attualmente isolati o sono caratterizzati da un isolamento termico inferiore a quanto richiesto dai Decreti legislativi 192/05 e 311/2006, ma anche dalla Legge 10/91.

Grazie alle detrazioni fiscali del 110% – il famoso Superbonus – il Decreto Rilancio consentirà finalmente di riqualificare il patrimonio edilizio intervenendo su tutti gli elementi degli edifici a contatto con l’esterno: copertura, facciate e pavimenti contro terra o soprastanti a locali freddi (ad esempio autorimesse




I pavimenti possono essere oggetto della detrazione fiscale prevista dal Superbonus 110%, anche se notevoli distinzioni si debbono fare tra le demolizioni con ricostruzione e le ristrutturazioni. Infatti le demolizioni con ricostruzione non presentano solitamente particolari vincoli in quanto l’edificio risultante è di fatto una nuova costruzione. Nel caso invece si mantenga la struttura esistente e si vada ad intervenire su di essa, molti sono i vincoli specifici dovuti alle caratteristiche dell’edificio esistente.

Intervenire sui pavimenti è più complesso in quanto gli spessori sono ridotti, le quote sono fisse per ottenere l’abitabilità, spesso non vi è la possibilità di scavare, quindi il proprietario e il professionista sono obbligati a scegliere tra l’isolamento e la realizzazione di un vespaio aerato finalizzato all’eliminazione dell’umidità di risalita.



Isolcupolex, il vespaio aerato già isolato termicamente, consente di ridurre drasticamente lo spessore del pavimento, evitando di dover scegliere tra isolamento termico e vespaio aerato.

Se si hanno a disposizione 17 cm ad esempio, con Isolcupolex si potrebbe realizzare un vespaio da 2,5 cm, un isolamento termico da 8,5 cm e una cappa in cemento armato da 5 cm, opportunamente tirato con elicottero e quindi finito con piastrelle, resine o la superficie di finitura preferita. All’aumentare della profondità di scavo si può aumentare l’altezza e quindi l’efficacia del vespaio. Ad esempio se abbiamo 22 cm a disposizione, il vespaio può essere alto 7,5 cm. La tabella riportata qui sotto evidenzia le performances di isolamento termico (trasmittanza U) che aiutano a conseguire il Superbonus 110%.


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Un pari vespaio tradizionale invece da 7,5 cm dovrebbe avere una cappa da 5 cm e quindi un isolante termico da 8 cm, massetto per distribuire il carico da 6-8 cm e piastrella. Il pacchetto risulta essere complessivamente 28-30 cm.

A parità di scavo il vespaio isolato con Isolcupolex può permettere di aumentare lo spessore del vespaio e/o dell’isolante termico senza rinunciare alla ventilazione del sottopavimento, avendo cioè un ambiente più salubre e al contesto isolare termicamente per godere dei benefici del Superbonus 110%.

Nel caso di demolizione con ricostruzione, l’utilizzo di Isolcupolex permette comunque di soddisfare i requisiti richiesti dal Decreto Rilancio e ottenere la detrazione fiscale al 110%, in quanto sono modulabili sia l’altezza del vespaio (fino a 2,5 m), sia lo spessore dell’isolamento.

Avere una casa isolata termicamente è importante, così come evitare di avere condensa di umidità: Isolcupolex, oltre a poter ridurre lo scavo a parità di prestazioni (isolamento e ventilazione), in più isola a cappotto la pavimentazione, lato freddo. A questo conseguono evidenti vantaggi termo igrometrici che garantiscono di non avere condensa interstiziale nelle varie stagioni dell’anno. Infine posare Isolcupolex riduce i tempi di costruzione, poiché equivale a realizzare due lavorazioni (vespaio e isolamento termico) in una.



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Agosto 26, 20202

Tecnologia del verde urbano per evitare che le radici affioranti creino strade e marciapiedi dissestati e per consentire agli alberi la crescita sviluppando un solido apparato radicale in ambiente ottimale, evitandone così la caduta e le malattie.

Più di un secolo fa nasceva l’idea di Città Giardino, per fondere i benefici dell’ambiente di campagna con quelli della città. La dicotomia è evidente: costruzioni / verde; permeabilità / impermeabilità; terreno / asfalto; polveri sottili / assorbimento di inquinanti e la lista può continuare a lungo. L’idea è che tra edifici e fabbriche possano nascere anche giardini pensili, verde verticale, alberi in città per ombreggiare, assorbire acqua piovana, ridurre la CO2 e la temperatura estiva nonché aumentare la biodiversità.


Il riscaldamento globale ha accentuato la necessità di trovare un equilibrio tra i due ambienti anche se contemporaneamente ne ha reso più difficile la convivenza. Spesso si incontrano marciapiedi dissestati dalle radici o strade sconnesse, per non parlare di schianti e alberi completamente sradicati dal vento. Questo accade appunto perché la pianta non è in salute e non riesce a convivere con le pavimentazioni circostanti. In particolar modo la messa a dimora di alberi in città non è mai stata semplice in quanto le esigenze delle piante sono diverse da quelle urbane: terreno non compattato, drenante, ossigenato e giusto apporto di acqua. Le città invece hanno bisogno pavimentazioni resistenti (asfalto, pietra, ecc.), garanzie di portata e presenza di sottoservizi (acqua, luce, gas, telefono, fognatura).
Il global warming ha portato al paradosso di avere periodi lunghi di siccità, piogge sempre più intense in tempi brevi e venti molto sostenuti che hanno complicato ulteriormente la crescita degli alberi in ambiente urbano, allo stesso tempo il verde è la chiave per contenerne gli effetti e rendere le città più resilienti. La fragilità di questo difficile equilibrio, richiede soluzioni nuove, sempre più all’avanguardia per questo si parla di verde tecnologico per realizzare (ove possibile) le Foreste Urbane.


In vari Paesi del mondo realizziamo piazze, marciapiedi, piste ciclabili caratterizzate dalla compresenza di pavimentazioni urbane e piante anche ad alto fusto dove la principale caratteristica è l’eccellente durata e resilienza agli eventi climatici.



Ma quali sono i segreti per una lunga vita del verde e delle opere?
Terreno non compattato

Il concetto che sta alla base della soluzione Cupolex Radici è di creare una struttura in grado di sopportare i carichi di progetto senza dover compattare il terreno, il quale deve avere caratteristiche finalizzate al solo benessere della pianta. La pavimentazione esterna è sorretta da una struttura in cemento armato, che occupa solo il 4% dell’area di progetto, lasciando il restante 96% al terreno adatto alla pianta in termini di drenaggio e di sostanze nutritive.

Struttura In cemento armato

struttura portante è in cemento armato, costruita in opera, ed è calcolata secondo l’Eurocodice 2 garantendo quindi affidabilità sia in termini di portata che di durabilità.

Ossigenazione

Uno dei principali nemici delle piante in città è l’acidificazione del terreno dovuta ad una scarsa ossigenazione. Ecco perché il sistema Cupolex Radici prevede una intercapedine di ventilazione tra terreno e pavimentazione.
Il corretto scambio di ossigeno tra ambiente esterno e le radici, infatti, ne limita l’affioramento e quindi elimina il problema di marciapiedi dissestati e pericolosi. Allo stesso tempo aumenta la stabilità dell’albero che riesce a penetrare in profondità.

Irrigazione

L’irrigazione per i periodi di siccità è necessaria al funzionamento del sistema, che può essere abbinato a vasche sotterranee per l’accumulo di acque piovane atte al riutilizzo.

E’ stato recentemente realizzato un esempio anche in Italia: grazie all’interesse per il tema del verde urbano e alla visione lungimirante del Comune di Bolzano, sono stati messi a messa a dimora 6 aceri, in sostituzione di alberi che non erano riusciti a crescere. La soluzione è stata apprezzata per la rapidità di esecuzione (dieci giorni di lavoro) ma soprattutto per la sua flessibilità, in quanto scavando sono emersi sottoservizi inaspettati ma superati adattando il sistema alle nuove condizioni.

Il sistema è infatti adattabile in pianta grazie consentendo di superare gli ostacoli rappresentati dalle utenze che emergono in fase di scavo. In altezza il sistema è comunque flessibile in quanto le colonne sono regolabili anche in fase di cantiere iniziato.

Flessibilità, struttura portante indipendente dal terreno e ossigenazione sono le caratteristiche che consentono al sistema di essere utilizzato anche in centro urbano, coniugando le esigenze di natura e città, migliorando così la qualità della vita ai cittadini.


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Luglio 8, 20200

In ambiente urbano e lungo le arterie stradali capita sovente di imbattersi nelle radici affioranti che deformano e danneggiano le pavimentazioni, creando grossi problemi alla viabilità di automobili, motocicli, biciclette e anche al passaggio di pedoni.

La tropicalizzazione del clima, caratterizzata da eventi meteorici intensi associati a venti notevoli, mette in luce un altro problema sempre più frequente a livello urbano: il rischio di caduta degli alberi stessi.


La presenza di radici affioranti e la caduta degli alberi possono avere delle cause comuni. Gli alberi in ambiente urbano non hanno le libertà di crescita tipiche di un ambiente non antropizzato perché l’ambiente urbano è cementificato e non consente un corretto apporto di ossigeno al terreno. Il terreno impermeabilizzato tende ad acidificarsi e costringe le piante a cercare aria all’esterno, rompendo la pavimentazione. Le radici non crescendo correttamente sono meno stabili e rendono gli alberi meno resistenti ai forti venti.

Negli ultimi anni sono molti gli interventi di eliminazione fisica di interi viali alberati per risolvere “alla radice” il problema. E’ una cancellazione degli apparati radicali molto onerosa. Costosa economicamente perché richiede scavo, estrazione della pianta, dell’apparato radicale e ripristino della pavimentazione urbana. Costosa dal punto di vista ambientale perché l’assenza di alberi comporta meno ombreggiamento, meno assorbimento di acque meteoriche, CO2 e sostanze inquinanti, aumento della temperatura estiva, cancellazione di viste rilassanti e piacevoli. A questo consegue una diminuzione del valore degli immobili circostanti.

Vedi le pubblicazioni 


E’ stata realizzata la prima pista ciclabile che consente agli alberi di crescere correttamente senza dover spaccare la pavimentazione. In località Cavallino-Treporti (VE) lungo la strada provinciale sono da poco terminati i lavori.

La località è caratterizzata dalla notevole presenza di turisti e la pista ciclabile è molto trafficata. Prima dell’intervento la presenza di apparato radicale affiorante la rendeva pericolosa e si è quindi deciso di intervenire per risolvere il problema.



Varie sono state le ipotesi progettuali elaborate dai tecnici della Città Metropolitana di Venezia e sottoposte al giudizio degli agronomi.

L’unica soluzione che è stata riconosciuta come innovativa e funzionale è il sistema Cupolex Radici. Tale sistema, utilizzato in molte aree del mondo contestualmente alla piantumazione di nuovi alberi, è stato modificato appositamente per poter essere applicato ad alberature esistenti ad alto fusto.

Il sistema consente al terreno di essere nutrito con un giusto apporto di ossigeno e contestualmente garantisce le caratteristiche portanti di progetto.

Rispetto al piano preesistente, la soluzione adottata ha comportato un rialzo di 20-25 cm, collegato alla quota stradale mediante un piano inclinato e separato lateralmente da un parapetto.

La soluzione consente di muoversi in sicurezza a ciclisti e pedoni di tutte le età.


Archivio fotografico 


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Maggio 18, 20200

Un numero enorme di strutture nel patrimonio edilizio italiano risulta soggetta ad umidità di risalita e non presenta alcun isolamento termico. In gran parte infatti – circa l’85% –  è costituito da edifici costruiti prima della famosa Legge 10 del 1991, e circa il 75% fu realizzato prima del 1976, anno in cui furono introdotti i primi concetti di risparmio energetico.

Capita spesso di imbattersi in pavimentazioni contro-terra, soggette a cedimenti e umidità di risalita che comportano fessurazioni oltre al proliferare di muffe e funghi.

Vediamo qui di seguito quali sono le misure comunemente utilizzate per ristrutturare tali pavimenti e approfondiamo la soluzione che secondo noi risulta più vantaggiosa: il sistema ISOLCUPOLEX.




Dov’è presente l’umidità di risalita

Un primo problema può essere che le sollecitazioni dipendenti dal tipo di terreno, dalla tipologia e dalle dimensioni della struttura costruita e dalla tipologia e dimensioni delle fondazioni possono talvolta compromettere una pavimentazione: possono insorgere crepe localizzate o distribuite su un’ampia superficie, che possono anche fungere da canale per l’umidità. Le crepe non devono essere sottovalutate, si consiglia l’intervento di un tecnico. La soluzione, in funzione della specifica situazione, potrebbe essere anche la sola sostituzione delle piastrelle danneggiate, fino al consolidamento del terreno sottostante il pavimento con iniezioni in pressione.

Il pavimento inoltre è spesso reso umido dalla risalita di acqua per capillarità. Infatti circa l’80% dell’umidità di risalita proviene dalla pavimentazione a contatto col terreno. Il restante 20% dai muri. Tali percentuali dipendono ovviamente dalla forma dell’edificio. Pavimenti e muri umidi sono il luogo ideale per la proliferazione di muffe e funghi che debbono essere trattati chimicamente.



Il vespaio areato come soluzione all’umidità di risalita

Il vespaio aerato è senza dubbio un’efficace soluzione al problema dell’umidità di risalita sulla pavimentazione, in quanto la ventilazione del sotto-pavimento lo asciuga naturalmente. Con il vespaio si permette all’edificio di respirare, asportando costantemente umidità: tecnica nata già al tempo degli antichi romani.



È fondamentale, sia per ristrutturazioni, sia per edifici nuovi, garantire un’adeguata ventilazione collegando l’intercapedine d’aria presente nel vespaio all’ambiente esterno, mediante tubazioni che escono in facciata o su bocche di lupo oppure fino al tetto sfruttando cavedi esistenti. L’ideale sarebbe disporre i tubi lungo l’asse Nord/Sud se siamo in assenza di venti dominanti, per ottenere una forte ventilazione naturale.

Bisogna tenere presente, però, che l’umidità che risale dai muri non viene bloccata dal vespaio e bisognerà in questo caso agire con interventi ai marciapiedi esterni, utilizzare barriere chimiche o dispositivi anti-umidità di risalita  come ad esempio,realizzare un canale esterno, a ridosso del muro esistente, con i casseri Cupolex. Ciò permette non solo di diminuire la quantità d’acqua assorbita dal muro, ma anche di asciugarlo.

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Ristrutturazione tradizionale

Il vespaio moderno, realizzato con casseri Cupolex in plastica riciclata, si completa con getto di calcestruzzo armato con rete elettrosaldata.

In aggiunta, per mitigare il freddo e completare una buona ristrutturazione, viene solitamente predisposto un pannello isolante, solitamente XPS, sul quale poi si getta un massetto per ripartire i carichi di progetto sull’isolante.

Molto spesso però gli edifici esistenti non hanno le altezze interne per poter realizzare isolamento e vespaio, quindi solitamente si sacrifica uno dei due. Nelle ristrutturazioni infatti scavare risulta difficile e/o troppo costoso quindi per avere l’abitabilità del locale bisogna fare delle scelte.


Ristrutturazione con Isolcupolex

Il sistema per combattere l’umidità di risalita e per ottenere ventilazione ed isolamento contemporaneamente è Isolcupolex, il vespaio aerato in Twinpor® già isolato a cappotto, che consente di aerare e isolare con il minimo spessore.

Minimo spessore necessario

La soluzione minima è una sezione di pavimento da 16 cm, composta da un vespaio da 2,5 cm + isolante da 8,5 cm e soletta in cemento armato da 5 cm. L’altezza del vespaio con Isolcupolex può essere però aumentata già con 21 cm di spazio si potrebbe avere una soluzione tecnica di tutto rispetto (7,5 cm di vespaio + 8,5 cm di isolante e una soletta in cemento armato da 5 cm).

Utilizzando Isolcupolex, inoltre, non serve il massetto per distribuire i carichi, a meno che non si ritenga necessario un massetto per gli impianti. La soletta in cemento armato può essere infatti tirata con l’elicottero e finita.

Spesso vengono utilizzati calcestruzzi estetici (pigmentati, nuvolati, ecc.) oppure finiti in parquet, PVC o resine. Se si utilizzano piastrelle, invece, bisogna avere l’accortezza di realizzare giunti se gli ambienti sono molto ampi, altrimenti potrebbero fessurare.


Come funziona Isolcupolex

Il sistema è composto da diversi elementi a seconda dell’altezza del vespaio che si vuole raggiungere. L’elemento principale è la cupola piatta che funge da isolamento orizzontale, la quale, grazie ai perfetti incastri, si collega con gli elementi piedi o vaschette da un minimo di 2,5 cm, che presentano un cilindro cavo all’interno per creare una colonna di calcestruzzo. Una volta montati gli elementi, seguendo il Layout di installazione, si procede direttamente alla posa delle reti di armatura ed al getto di calcestruzzo, avendo cura di mantenere un corretto copriferro, di riempire tutti i piedi del sistema e di creare la cappa armata.

Nel punto di appoggio delle colonnine di calcestruzzo al magrone si possono usare gli elementi Sottopiede come taglio termico e per isolare dall’umidità di risalita. Nel caso di edifici caratterizzati da importanti carichi di progetto sono disponibili elementi Sottopiede prodotti appositamente in materiale ad altissima resistenza a compressione: circa 28 kg al cm2, senza alcuna deformazione.



Risparmio energetico ed economico

La soluzione Isolcupolex è migliore rispetto al pacchetto con tradizionale Cupolex + isolante a pannelli per due motivi:

  • Ridotti tempi e costi di cantiere
  • Elevato isolamento termico a cappotto cioè dal lato freddo. Si è visto e riconosciuto che un isolamento eseguito dal lato esterno è fondamentale per le sue caratteristiche termo-igrometriche, e Isolcupolex applica tale concetto sia nei nuovi edifici sia, come visto, in edifici esistenti superando le difficoltà di ingombro.

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Dicembre 11, 20190

Perchè scegliere Climablock? 

A fronte della normativa vigente in Italia, nel caso di comportamento strutturale non dissipativo, la capacità delle membrature deve essere valutata in accordo con le regole di cui al § 4.1 delle NTC 2018, senza nessun requisito aggiuntivo (§7.4.1 delle NTC 2018).Climablock a fronte delle NTC

Pertanto, in tal caso, alle strutture progettate con pareti o setti in c.a. realizzati con il sistema “Climablock”(vai al prodotto) non si applicano i dettagli costruttivi e le regole di progettazione del capitolo 7 (§ 7.4.6 delle NTC 2018 e § C7.4 della Circolare 21/01/2019 n. 7 C.S.LL.PP.).

Per le pareti in c.a. realizzate con il sistema “Climablock” di strutture a comportamento non dissipativo, quindi, anche per le limitazioni sulle armature si deve fare riferimento a quanto riportato nel § 4.1 delle NTC 2018 e della relativa Circolare esplicativa secondo cui l’unica limitazione per le pareti in c.a. riguarda la quantità media in peso di acciaio per metro cubo di calcestruzzo che non deve essere inferiore a 0,3 kN (§ 4.1.11 NTC 2018).

Nelle pareti in CA realizzate con i casseri Climablock, le armature orizzontali possono essere disposte con passo 40 cm che è il massimo consentito dalla norma. Da ciò ne conseguono importanti vantaggi quali una minor quantità di armatura e minor tempo di posa necessari per la realizzazione della struttura con conseguente ottimizzazione di costi e tempi di cantiere.

Clicca qui per scaricare le indicazioni tecniche per la progettazione strutturale delle pareti o setti in C.A. di edifici realizzati con il sistema “Climablock”.

 

 


SEDE LEGALE ITALIA

San Vito al Tagliamento

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