Roberta, Autore presso Pontarolo Engineering

Novembre 12, 2020
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Il Sistema Pontarolo rispetta i requisiti CAM


Con l’entrata in vigore del nuovo Codice appalti, con il decreto 11 ottobre 2017 sono stati aggiornati i Criteri Ambientali Minimi, i cosiddetti CAM, per l’affidamento di servizi di progettazione e per i lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici.

Inoltre con l’avvento del Superbonus del Decreto Rilancio, questi criteri vengono applicati a qualsiasi lavoro ove si richieda il bonus fiscale, quindi non solo per i lavori pubblici, ma anche privati, sia per ecobonus che sismabonus.

Qui potete scaricare il decreto 11 Ottobre 2017 sui CAM

Gli elementi del SISTEMA PONTAROLO, tra cui CLIMABLOCK®, ISOLCUPOLEX®, SPYROGRIP®, KALDO® e CUPOLEX®, rispettano pienamente i requisiti necessari previsti dal decreto CAM e riportati qui di seguito.


Scarica qui la nostra Dichiarazione CAM


I criteri ambientali minimi necessari per i materiali isolanti

Per quanto riguarda i materiali isolanti, come quelli usati per il cappotto termico o come i casseri in Polistirolo CLIMABLOCK®, devono essere rispettati i seguenti criteri elencati al paragrafo 2.4.2.9 :



  • non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  • non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  • se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito;

  • se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi alla nota Q o alla nota R di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i. (29);
  • se il prodotto finito contiene uno o più dei componenti elencati nella tabella presente nel decreto allora questi devono essere costituiti da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito. (in particolare per il Polistirene espanso la quantità prevista deve rientrare tra il 10% ed il 60%.).


Gli elementi del SISTEMA PONTAROLO, tra cui ISOLCUPOLEX®, il cappotto SPYROGRIP® e KALDO® sono prodotti in Twinpor®, una speciale formula di Polistirene espanso (EPS), e hanno recentemente ottenuto una certificazione di prodotto la quale attesta un contenuto di materiale riciclato maggiore o uguale al 10% in peso.


Scarica qui la certificazione di prodotto per i nostri prodotti in EPS

Mentre i blocchi cassero CLIMABLOCK®, sempre prodotti in Twinpor®, hanno ottenuto la prestigiosa certificazione EPD, cioè una certificazione di prodotto di Tipo III (conforme alla norma UNI EN 15804 e ISO 14025).


I criteri ambientali minimi per materie plastiche

Per quanti riguarda i componenti in materie plastiche invece, deve essere rispettato il seguente criterio secondo il paragrafo 2.4.2.6 del D.M.:

  • Il contenuto di materia riciclata o recuperata deve essere pari ad almeno il 30% in peso valutato sul totale di tutti i componenti in materia plastica utilizzata.

Tutti i prodotti in plastica della Pontarolo Engineering, in particolare tutti i casseri per i vespai areati, sono da sempre interamente in materiale riciclato. L’etica aziendale infatti è sempre stata quella dell’economia circolare e della salvaguardia ambientale andando ad utilizzare quasi esclusivamente plastica proveniente da post consumo (raccolta differenziata) e in piccola parte da pre-consumo (scarti industriali) in modo da ridurre così la materia plastica destinata a discariche o inceneritori. Anche questi prodotti hanno ottenuto una Certificazione di prodotto che ne attesta il totale contenuto di materiale riciclato.

È opportuno precisare che avere il 100% di materiale riciclato nei prodotti, valore ben superiore alla quantità richiesta dai CAM, consente di accedere ad una premialità in termini di punteggi nelle gare di appalto in quanto, nel bilancio globale dell’edificio infatti si andrà ad aumentare la percentuale di materia riciclata rispetto al totale.


Scarica qui la certificazione di prodotto per i nostri prodotti in Plastica

Ottobre 9, 2020
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Il Superbonus 110% per l’efficientamento energetico degli edifici poco isolati rivoluzionerà a breve il nostro patrimonio edilizio.

In Italia quasi tutti gli edifici non sono attualmente isolati o sono caratterizzati da un isolamento termico inferiore a quanto richiesto dai Decreti legislativi 192/05 e 311/2006, ma anche dalla Legge 10/91.

Grazie alle detrazioni fiscali del 110% – il famoso Superbonus – il Decreto Rilancio consentirà finalmente di riqualificare il patrimonio edilizio intervenendo su tutti gli elementi degli edifici a contatto con l’esterno: copertura, facciate e pavimenti contro terra o soprastanti a locali freddi (ad esempio autorimesse




I pavimenti possono essere oggetto della detrazione fiscale prevista dal Superbonus 110%, anche se notevoli distinzioni si debbono fare tra le demolizioni con ricostruzione e le ristrutturazioni. Infatti le demolizioni con ricostruzione non presentano solitamente particolari vincoli in quanto l’edificio risultante è di fatto una nuova costruzione. Nel caso invece si mantenga la struttura esistente e si vada ad intervenire su di essa, molti sono i vincoli specifici dovuti alle caratteristiche dell’edificio esistente.

Intervenire sui pavimenti è più complesso in quanto gli spessori sono ridotti, le quote sono fisse per ottenere l’abitabilità, spesso non vi è la possibilità di scavare, quindi il proprietario e il professionista sono obbligati a scegliere tra l’isolamento e la realizzazione di un vespaio aerato finalizzato all’eliminazione dell’umidità di risalita.



Isolcupolex, il vespaio aerato già isolato termicamente, consente di ridurre drasticamente lo spessore del pavimento, evitando di dover scegliere tra isolamento termico e vespaio aerato.

Se si hanno a disposizione 17 cm ad esempio, con Isolcupolex si potrebbe realizzare un vespaio da 2,5 cm, un isolamento termico da 8,5 cm e una cappa in cemento armato da 5 cm, opportunamente tirato con elicottero e quindi finito con piastrelle, resine o la superficie di finitura preferita. All’aumentare della profondità di scavo si può aumentare l’altezza e quindi l’efficacia del vespaio. Ad esempio se abbiamo 22 cm a disposizione, il vespaio può essere alto 7,5 cm. La tabella riportata qui sotto evidenzia le performances di isolamento termico (trasmittanza U) che aiutano a conseguire il Superbonus 110%.



Un pari vespaio tradizionale invece da 7,5 cm dovrebbe avere una cappa da 5 cm e quindi un isolante termico da 8 cm, massetto per distribuire il carico da 6-8 cm e piastrella. Il pacchetto risulta essere complessivamente 28-30 cm.

A parità di scavo il vespaio isolato con Isolcupolex può permettere di aumentare lo spessore del vespaio e/o dell’isolante termico senza rinunciare alla ventilazione del sottopavimento, avendo cioè un ambiente più salubre e al contesto isolare termicamente per godere dei benefici del Superbonus 110%.

Nel caso di demolizione con ricostruzione, l’utilizzo di Isolcupolex permette comunque di soddisfare i requisiti richiesti dal Decreto Rilancio e ottenere la detrazione fiscale al 110%, in quanto sono modulabili sia l’altezza del vespaio (fino a 2,5 m), sia lo spessore dell’isolamento.

Avere una casa isolata termicamente è importante, così come evitare di avere condensa di umidità: Isolcupolex, oltre a poter ridurre lo scavo a parità di prestazioni (isolamento e ventilazione), in più isola a cappotto la pavimentazione, lato freddo. A questo conseguono evidenti vantaggi termo igrometrici che garantiscono di non avere condensa interstiziale nelle varie stagioni dell’anno. Infine posare Isolcupolex riduce i tempi di costruzione, poiché equivale a realizzare due lavorazioni (vespaio e isolamento termico) in una.



Settembre 9, 2020
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Ecocasa 2020 – Pordenone 

PAD. 5 – HALL 5 – STAND 5.31 

Quest’anno abbiamo deciso di partecipare alla Fiera Ecocasa di Pordenone #ripatiamoassieme #ripartiamodallacasa

Parleremo di:

🔸 Edilizia Sostenibile
🔸 Risparmio Energetico
🔸 Ristrutturazione

Presentando tutte le nostre tecnologie e novità inerenti al Superbonus 110%. 

A tal proposito nella giornata di sabato 12 settembre alle ore 14.30 il dott. Ing. Valerio Pontarolo terrà un interessantissimo convegno trattando gli argomenti del momento: Ecobonus e Sismabonus.

Ci trovetere nella SALA INCONTRI ECOCASA – PAD.6
L’ Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Titolo Convegno:

Super Ecobonus e Sismabonus 110% nel Decreto Rilancio: come sfruttare al meglio questa imperdibile occasione

L’aliquota della detrazione fiscale è stata potenziata al 110% per specifici interventi di riqualificazione energetica – ECOBONUS, di riduzione del rischio sismico – SISMABONUS, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

• Chi ne può usufruire?
• Quali sono gli interventi ammessi?
• Come funzionano lo sconto in fattura e la cessione del credito?

 

Seguirà la presentazione della Piattaforma SW di Ecobonusitalia da parte dell’ Ing. Flavio Terzi: l’innovativa piattaforma online che assiste clienti, professionisti ed imprese, dall’idea iniziale della committenza fino al completamento dei progetti legati al Superbonus 110%.

Per accedere alla Fiera e partecipare al Convegno sarà sufficiente registrarsi cliccando qui 

Alle 17.00 il geom. Paolo Sartori di Class Design parlerà invece di:

Come costruire la tua casa chiavi in mano in Classe A4 in tempi e costi certi.

Un’analisi delle tecnologie costruttive ed impiantistica atte alla realizzazione di case salubri, dotate di massimo confort abitativo, in grado di avere bassissimi consumi energetici per un concreto risparmio economico. 

Vi aspettiamo numerosi.

 


Agosto 26, 2020
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Tecnologia del verde urbano per evitare che le radici affioranti creino strade e marciapiedi dissestati e per consentire agli alberi la crescita sviluppando un solido apparato radicale in ambiente ottimale, evitandone così la caduta e le malattie.

Più di un secolo fa nasceva l’idea di Città Giardino, per fondere i benefici dell’ambiente di campagna con quelli della città. La dicotomia è evidente: costruzioni / verde; permeabilità / impermeabilità; terreno / asfalto; polveri sottili / assorbimento di inquinanti e la lista può continuare a lungo. L’idea è che tra edifici e fabbriche possano nascere anche giardini pensili, verde verticale, alberi in città per ombreggiare, assorbire acqua piovana, ridurre la CO2 e la temperatura estiva nonché aumentare la biodiversità.


Il riscaldamento globale ha accentuato la necessità di trovare un equilibrio tra i due ambienti anche se contemporaneamente ne ha reso più difficile la convivenza. Spesso si incontrano marciapiedi dissestati dalle radici o strade sconnesse, per non parlare di schianti e alberi completamente sradicati dal vento. Questo accade appunto perché la pianta non è in salute e non riesce a convivere con le pavimentazioni circostanti. In particolar modo la messa a dimora di alberi in città non è mai stata semplice in quanto le esigenze delle piante sono diverse da quelle urbane: terreno non compattato, drenante, ossigenato e giusto apporto di acqua. Le città invece hanno bisogno pavimentazioni resistenti (asfalto, pietra, ecc.), garanzie di portata e presenza di sottoservizi (acqua, luce, gas, telefono, fognatura).
Il global warming ha portato al paradosso di avere periodi lunghi di siccità, piogge sempre più intense in tempi brevi e venti molto sostenuti che hanno complicato ulteriormente la crescita degli alberi in ambiente urbano, allo stesso tempo il verde è la chiave per contenerne gli effetti e rendere le città più resilienti. La fragilità di questo difficile equilibrio, richiede soluzioni nuove, sempre più all’avanguardia per questo si parla di verde tecnologico per realizzare (ove possibile) le Foreste Urbane.


In vari Paesi del mondo realizziamo piazze, marciapiedi, piste ciclabili caratterizzate dalla compresenza di pavimentazioni urbane e piante anche ad alto fusto dove la principale caratteristica è l’eccellente durata e resilienza agli eventi climatici.



Ma quali sono i segreti per una lunga vita del verde e delle opere?
Terreno non compattato

Il concetto che sta alla base della soluzione Cupolex Radici è di creare una struttura in grado di sopportare i carichi di progetto senza dover compattare il terreno, il quale deve avere caratteristiche finalizzate al solo benessere della pianta. La pavimentazione esterna è sorretta da una struttura in cemento armato, che occupa solo il 4% dell’area di progetto, lasciando il restante 96% al terreno adatto alla pianta in termini di drenaggio e di sostanze nutritive.

Struttura In cemento armato

struttura portante è in cemento armato, costruita in opera, ed è calcolata secondo l’Eurocodice 2 garantendo quindi affidabilità sia in termini di portata che di durabilità.

Ossigenazione

Uno dei principali nemici delle piante in città è l’acidificazione del terreno dovuta ad una scarsa ossigenazione. Ecco perché il sistema Cupolex Radici prevede una intercapedine di ventilazione tra terreno e pavimentazione.
Il corretto scambio di ossigeno tra ambiente esterno e le radici, infatti, ne limita l’affioramento e quindi elimina il problema di marciapiedi dissestati e pericolosi. Allo stesso tempo aumenta la stabilità dell’albero che riesce a penetrare in profondità.

Irrigazione

L’irrigazione per i periodi di siccità è necessaria al funzionamento del sistema, che può essere abbinato a vasche sotterranee per l’accumulo di acque piovane atte al riutilizzo.

E’ stato recentemente realizzato un esempio anche in Italia: grazie all’interesse per il tema del verde urbano e alla visione lungimirante del Comune di Bolzano, sono stati messi a messa a dimora 6 aceri, in sostituzione di alberi che non erano riusciti a crescere. La soluzione è stata apprezzata per la rapidità di esecuzione (dieci giorni di lavoro) ma soprattutto per la sua flessibilità, in quanto scavando sono emersi sottoservizi inaspettati ma superati adattando il sistema alle nuove condizioni.

Il sistema è infatti adattabile in pianta grazie consentendo di superare gli ostacoli rappresentati dalle utenze che emergono in fase di scavo. In altezza il sistema è comunque flessibile in quanto le colonne sono regolabili anche in fase di cantiere iniziato.

Flessibilità, struttura portante indipendente dal terreno e ossigenazione sono le caratteristiche che consentono al sistema di essere utilizzato anche in centro urbano, coniugando le esigenze di natura e città, migliorando così la qualità della vita ai cittadini.


Luglio 8, 2020
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In ambiente urbano e lungo le arterie stradali capita sovente di imbattersi nelle radici affioranti che deformano e danneggiano le pavimentazioni, creando grossi problemi alla viabilità di automobili, motocicli, biciclette e anche al passaggio di pedoni.

La tropicalizzazione del clima, caratterizzata da eventi meteorici intensi associati a venti notevoli, mette in luce un altro problema sempre più frequente a livello urbano: il rischio di caduta degli alberi stessi.


La presenza di radici affioranti e la caduta degli alberi possono avere delle cause comuni. Gli alberi in ambiente urbano non hanno le libertà di crescita tipiche di un ambiente non antropizzato perché l’ambiente urbano è cementificato e non consente un corretto apporto di ossigeno al terreno. Il terreno impermeabilizzato tende ad acidificarsi e costringe le piante a cercare aria all’esterno, rompendo la pavimentazione. Le radici non crescendo correttamente sono meno stabili e rendono gli alberi meno resistenti ai forti venti.

Negli ultimi anni sono molti gli interventi di eliminazione fisica di interi viali alberati per risolvere “alla radice” il problema. E’ una cancellazione degli apparati radicali molto onerosa. Costosa economicamente perché richiede scavo, estrazione della pianta, dell’apparato radicale e ripristino della pavimentazione urbana. Costosa dal punto di vista ambientale perché l’assenza di alberi comporta meno ombreggiamento, meno assorbimento di acque meteoriche, CO2 e sostanze inquinanti, aumento della temperatura estiva, cancellazione di viste rilassanti e piacevoli. A questo consegue una diminuzione del valore degli immobili circostanti.

Vedi le pubblicazioni 


E’ stata realizzata la prima pista ciclabile che consente agli alberi di crescere correttamente senza dover spaccare la pavimentazione. In località Cavallino-Treporti (VE) lungo la strada provinciale sono da poco terminati i lavori.

La località è caratterizzata dalla notevole presenza di turisti e la pista ciclabile è molto trafficata. Prima dell’intervento la presenza di apparato radicale affiorante la rendeva pericolosa e si è quindi deciso di intervenire per risolvere il problema.



Varie sono state le ipotesi progettuali elaborate dai tecnici della Città Metropolitana di Venezia e sottoposte al giudizio degli agronomi.

L’unica soluzione che è stata riconosciuta come innovativa e funzionale è il sistema Cupolex Radici. Tale sistema, utilizzato in molte aree del mondo contestualmente alla piantumazione di nuovi alberi, è stato modificato appositamente per poter essere applicato ad alberature esistenti ad alto fusto.

Il sistema consente al terreno di essere nutrito con un giusto apporto di ossigeno e contestualmente garantisce le caratteristiche portanti di progetto.

Rispetto al piano preesistente, la soluzione adottata ha comportato un rialzo di 20-25 cm, collegato alla quota stradale mediante un piano inclinato e separato lateralmente da un parapetto.

La soluzione consente di muoversi in sicurezza a ciclisti e pedoni di tutte le età.


Archivio fotografico 


Giugno 19, 2020
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CASACLIMA TOUR CENTODIECI

Save the date: 

9 luglio 2020 – Trieste 

👉 Iscrizioni https://bit.ly/3fq5oaS

Il 9 luglio 2020 inauguriamo la ripartenza del CasaClima Tour presso il MOLO IV – Trieste Terminal Passeggeri.

La struttura dell’evento è stata ovviamente rivista per rispettare tutte le prescrizione previste dalla Regione Friuli Venezia Giulia ma sarà come sempre splendido!

Si parlerà di alcuni degli argomenti più bollenti di questo periodo: Superbonus ed ecoincentivi

Con il SuperBonus 110% del Decreto Rilancio che si aggiunge all’Ecobonus già esistente, potranno essere apportati sensibili miglioramenti ai propri edifici rendendoli energeticamente più efficienti, più confortevoli e meno impattanti sull’ambiente.

Non solo. Della riqualificazione ne beneficerà anche l’aspetto puramente economico dell’immobile con un migliore posizionamento sul mercato.

Si mira ad incentivare una riqualificazione di massa dei condomini, delle case popolari, delle cooperative e degli edifici unifamiliari a fronte di un miglioramento di almeno due classi energetiche o se non fosse possibile della classe energetica più alta.

Ecco perchè verrano , a tal fine, in modo congiunto durante la prima parte dedicata alla Plenaria, i requisiti del cappotto, degli infissi, delle schermature solari oltre che degli impianti per i quali sono stati previsti focus di approfondimento vista la grande richiesta pervenutaci.

Nella seconda parte, invece, la platea sarà suddivisa in otto Aule Tematiche nelle quali si svolgeranno i workshop dedicati, sempre nell’ottica degli incentivi fiscali, alle costruzioni con casseri a perdere; alle costruzioni in legno; alla tenuta all’aria dell’involucro; alla Ventilazione Meccanica Controllata; alle Pompe di Calore; ai Sistemi radianti a basso spessore; agli incentivi del Superbonus 110%, dell’Ecobonus, del Conto Termico 2.0 secondo gli aspetti normativi e finanziari.

Un’occasione da non perdere per non farsi trovare impreprati.

Noi di Pontarolo Engineering Spa Vi aspettiamo!

Ecco il programma

 

 


Maggio 18, 2020
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Edifici umidi e freddi: come ristrutturare le pavimentazioni


Un numero enorme di strutture nel patrimonio edilizio italiano risulta ancora non essere isolato o di non esserlo sufficientemente.

In gran parte infatti – circa l’85% –  è costituito da edifici costruiti prima della famosa Legge 10 del 1991, e circa il 75% fu realizzato prima del 1976, anno in cui furono introdotti i primi concetti di risparmio energetico.

Capita spesso di imbattersi in pavimentazioni contro-terra, soggette a cedimenti e umidità di risalita che comportano fessurazioni oltre al proliferare di muffe e funghi.


Vediamo qui di seguito quali sono le misure comunemente utilizzate per ristrutturare tali pavimenti e approfondiamo la soluzione che risulta più vantaggiosa: il sistema ISOLCUPOLEX.



Il pavimento è sottoposto a sollecitazioni che dipendono dal tipo di terreno, dalla tipologia e dalle dimensioni della struttura costruita e dalla tipologia e dimensioni delle fondazioni. Ciò può comportare l’insorgere di crepe localizzate o distribuite su un’ampia superficie. Le crepe non devono essere sottovalutate, si consiglia l’intervento di un tecnico perché la soluzione, in funzione della specifica situazione, potrebbe essere la sola sostituzione delle piastrelle danneggiate, finanche il consolidamento del terreno sottostante il pavimento con iniezioni in pressione.

Il pavimento è spesso reso umido dalla risalita di acqua per capillarità. Infatti circa l’80% dell’umidità di risalita proviene dalla pavimentazione a contatto col terreno. Il restante 20% dai muri. Tali percentuali dipendono ovviamente dalla forma dell’edificio. Pavimenti e muri umidi sono il luogo ideale per la proliferazione di muffe e funghi che debbono essere trattati chimicamente.


Vespaio Areato


Il vespaio aerato è senza dubbio un’efficace soluzione al problema dell’umidità sulla pavimentazione, in quanto la ventilazione del sotto-pavimento asciuga naturalmente l’umidità di risalita. Con il vespaio si permette all’edificio di respirare, asportando costantemente umidità: tecnica nata già al tempo degli antichi romani.



È fondamentale, sia per ristrutturazioni, sia per edifici nuovi, garantire un’adeguata ventilazione collegando l’intercapedine d’aria presente nel vespaio all’ambiente esterno, mediante tubazioni che escono in facciata o su bocche di lupo oppure fino al tetto sfruttando cavedi esistenti. L’ideale sarebbe disporre i tubi lungo l’asse Nord/Sud se siamo in assenza di venti dominanti, per ottenere una forte ventilazione naturale.

Bisogna tenere presente, però, che l’umidità che risale dai muri non viene bloccata dal vespaio e bisognerà in questo caso agire con interventi ai marciapiedi esterni, utilizzare barriere chimiche o dispositivi anti-umidità di risalita  come ad esempio,realizzare un canale esterno, a ridosso del muro esistente, con i casseri Cupolex. Ciò permette non solo di diminuire la quantità d’acqua assorbita dal muro, ma anche di asciugarlo.


Il vespaio moderno, realizzato con casseri Cupolex in plastica riciclata, si completa con getto di calcestruzzo armato con rete elettrosaldata.

Per mitigare il freddo e completare una buona ristrutturazione, invece, viene solitamente predisposto un pannello isolante, solitamente XPS, sul quale poi si getta un massetto per ripartire i carichi di progetto sull’isolante.

Molto spesso però gli edifici esistenti non hanno le altezze interne per poter realizzare isolamento e vespaio, quindi solitamente si sacrifica uno dei due. Nelle ristrutturazioni infatti scavare risulta difficile e/o troppo costoso quindi per avere l’abitabilità del locale bisogna fare delle scelte.

Il sistema più efficace è il più recente Isolcupolex, vespaio aerato in EPS Twinpor già isolato a cappotto, che consente di aerare e isolare con il minimo spessore.


Stratigrafia ridotta


La soluzione minima è una sezione di pavimento da 16 cm, composta da un vespaio da 2,5 cm + isolante da 8,5 cm e soletta in cemento armato da 5 cm. L’altezza del vespaio con Isolcupolex può essere però aumentata già con 21 cm di spazio si potrebbe avere una soluzione tecnica di tutto rispetto (7,5 cm di vespaio + 8,5 cm di isolante e una soletta in cemento armato da 5 cm).

Utilizzando Isolcupolex, inoltre, non serve il massetto per distribuire i carichi, a meno che non si ritenga necessario un massetto per gli impianti. La soletta in cemento armato può essere infatti tirata con l’elicottero e finita.

Spesso vengono utilizzati calcestruzzi estetici (pigmentati, nuvolati, ecc.) oppure finiti in parquet, PVC o resine. Se si utilizzano piastrelle, invece, bisogna avere l’accortezza di realizzare giunti se gli ambienti sono molto ampi, altrimenti potrebbero fessurare.


Come funziona:


Il sistema è composto da diversi elementi a seconda dell’altezza del vespaio che si vuole raggiungere. L’elemento principale è la cupola piatta che funge da isolamento orizzontale, la quale, grazie ai perfetti incastri, si collega con gli elementi piedi o vaschette da un minimo di 2,5 cm, che presentano un cilindro cavo all’interno per creare una colonna di calcestruzzo. Una volta montati gli elementi, seguendo il Layout di installazione, si procede direttamente alla posa delle reti di armatura ed al getto di calcestruzzo, avendo cura di mantenere un corretto copriferro, di riempire tutti i piedi del sistema e di creare la cappa armata.

Nel punto di appoggio delle colonnine di calcestruzzo al magrone si possono usare gli elementi Sottopiede come taglio termico e per isolare dall’umidità di risalita. Nel caso di edifici caratterizzati da importanti carichi di progetto sono disponibili elementi Sottopiede prodotti appositamente in materiale ad altissima resistenza a compressione: circa 28 kg al cm2, senza alcuna deformazione.


Risparmio energetico ed economico:


La soluzione Isolcupolex è migliore rispetto al pacchetto con tradizionale Cupolex + isolante a pannelli per due motivi:

  • Ridotti tempi e costi di cantiere
  • Elevato isolamento termico a cappotto cioè dal lato freddo. Si è visto e riconosciuto che un isolamento eseguito dal lato esterno è fondamentale per le sue caratteristiche termo-igrometriche, e Isolcupolex applica tale concetto sia nei nuovi edifici sia, come visto, in edifici esistenti superando le difficoltà di ingombro.

Marzo 24, 2020
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Spessore dei muri: quanto incide in termini di costi e spazi?

Il costo di costruzione di un fabbricato è dato dal volume esterno all’involucro, muri compresi ma noi viviamo o lavoriamo nella superficie calpestabile, spessore del muro escluso.

Un muro più fino, a parità di performance termiche, acustiche e sismiche ha 2 vantaggi significativi:
più superficie calpestabile e minor costo.

Vediamo come e quanto una costruzione eseguita con il nostro Sistema Climablock del tipo ICF (Insulated Concrete Form) può variare rispetto ad un sistema tradizionale caratterizzato dalle stesse performance termiche.



Abbiamo riportato qui di seguito un esempio:

Consideriamo una serie di sezioni di muri diversi con la stessa dispersione per ogni m2 (stessa Trasmittanza U): più basso è il valore di U più la parete trattiene il calore.
Il sistema Climablock risulta quasi 10 cm più fino delle altre pareti analizzate, a parità di isolamento.



Ora poniamo come esempio un edificio 10m x 10m = 100 m2, quello che potrebbe essere un appartamento e prendiamo in esame le tipologie di pareti considerate. Dalle immagini seguenti possiamo vedere i metri quadri liberi, calpestabili, per ogni tipologia di parete.



Il risultato è che con la stessa metratura edificabile, e quindi il costo a metro quadro, abbiamo ottenuto 3,6 m2 in più abitabili, cioè uno sgabuzzino o un piccolo bagno. Ma non è tutto.

All’aumentare delle prestazioni termiche, quindi riferendoci ai modelli Climablock più performanti, questo vantaggio aumenta notevolmente. Nell’immagine seguente possiamo vedere la stessa analisi per una parete più isolante: Climablock 6+16+12.



Con addirittura 11,79 m2 in più di spazio abitabile possiamo ricavare più spazio sia in un condominio con miniappartamenti, sia su ville di più ampie metrature.


Il risultato è quindi un risparmio che va dal 4 al 12 % sul costo finale a metro quadro solo grazie alla differenza di spessore.



Per maggiori informazioni sul sistema Climablock Cliccate qui.

Accendendo alla nostra sezione progetti potete vedere alcune foto di realizzazioni, anche a più piani, con la tecnologia Climablock.

Ecco il link:  https://pontarolo.com/progetti/

Buona visione e per maggiori informazioni non esitate a contattarci!


Marzo 16, 2020
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Sono giorni diversi ma non perdiamo il nostro sorriso e soprattutto rispettiamo le norme del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffuzione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

In questo momento delicato e carico per tutti di incertezze, vogliamo informarvi che la la nostra operatività nei prossimi  giorni sarà garantita al 100% quindi potete continuare a contattarci per qualsiasi necessità. 

Nella nostra Azienda stiamo applicando dove è stato possibile lo Smart Working (lavoro da casa) mentre i reparti produttivi lavorano in totale sicurezza.

Il video che abbiamo prodotto è per rassicurare i nostri visitatori, i trasportatori e anche noi della Pontarolo Engineering Spa.

Siamo convinti che questa situazione preoccupante, grazie all’attuazione di politiche come la nostra, si risolverà rapidamente.

Restiamo uniti in questo momento difficile e ne usciremo vincitori:

#iostoacasa #iolavoroinsicurezza e #andràtuttobene


Dicembre 11, 2019
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Perchè scegliere Climablock? 

A fronte della normativa vigente in Italia, nel caso di comportamento strutturale non dissipativo, la capacità delle membrature deve essere valutata in accordo con le regole di cui al § 4.1 delle NTC 2018, senza nessun requisito aggiuntivo (§7.4.1 delle NTC 2018).Climablock a fronte delle NTC

Pertanto, in tal caso, alle strutture progettate con pareti o setti in c.a. realizzati con il sistema “Climablock”(vai al prodotto) non si applicano i dettagli costruttivi e le regole di progettazione del capitolo 7 (§ 7.4.6 delle NTC 2018 e § C7.4 della Circolare 21/01/2019 n. 7 C.S.LL.PP.).

Per le pareti in c.a. realizzate con il sistema “Climablock” di strutture a comportamento non dissipativo, quindi, anche per le limitazioni sulle armature si deve fare riferimento a quanto riportato nel § 4.1 delle NTC 2018 e della relativa Circolare esplicativa secondo cui l’unica limitazione per le pareti in c.a. riguarda la quantità media in peso di acciaio per metro cubo di calcestruzzo che non deve essere inferiore a 0,3 kN (§ 4.1.11 NTC 2018).

Nelle pareti in CA realizzate con i casseri Climablock, le armature orizzontali possono essere disposte con passo 40 cm che è il massimo consentito dalla norma. Da ciò ne conseguono importanti vantaggi quali una minor quantità di armatura e minor tempo di posa necessari per la realizzazione della struttura con conseguente ottimizzazione di costi e tempi di cantiere.

Clicca qui per scaricare le indicazioni tecniche per la progettazione strutturale delle pareti o setti in C.A. di edifici realizzati con il sistema “Climablock”.

 

 


SEDE LEGALE ITALIA

San Vito al Tagliamento

La PONTAROLO ENGINEERING S.p.a. è un’ azienda che da oltre 55 anni opera nel settore delle costruzioni.
+39 0434 857010

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