Ing. Marco Il Grande, Autore presso Pontarolo Engineering

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Agosto 6, 20214

Il Recovery Plan è la giusta soluzione per accelerare la sostenibilità urbana e valorizzare il verde, anche ad alto fusto. Nel prossimo futuro, grazie al sistema Cupolex Radici Esistenti, si potranno realizzare foreste urbane rendendo gli alberi più stabili e resistenti ai forti eventi temporaleschi ormai tristemente familiari.


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Il problema delle alberate stradali. Perché si abbattono gli alberi in città


La vita degli alberi in città non è mai stata semplice. Attorno alle piccole aiuole dove le piante sono state messe a dimora, la pavimentazione urbana rende impermeabile il suolo con conseguente carenza di apporto idrico e mancanza di ossigenazione del terreno. Cemento, asfalto e compattazione del suolo garantiscono la stabilità di una strada o di un marciapiede, ma riducono lo spazio vitale delle piante. L’ambiente urbano stressa gli alberi e li soffoca, costringendoli a cercare acqua, ossigeno e sostanze nutrienti dove sono disponibili, anche rompendo strutture in cemento armato, asfalto, pietra o muratura per sopravvivere.

Marciapiedi, piste ciclabili e spazi urbani in generale sono spesso danneggiati dall’apparato radicale e diventano quindi un pericolo per pedoni e ciclisti. Le radici, non essendo ben distribuite, non sostengono adeguatamente l’albero.


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La soluzione per non dover abbattere gli alberi in città


Impermeabilizzare l’ambiente urbano sembra essere necessario per poter far circolare i veicoli privati o di soccorso e per creare una pavimentazione urbana stabile.

Con Cupolex Radici Esistenti – invece – si riesce a creare una superficie urbana molto resistente senza dover necessariamente asfissiare gli alberi, abbinando capacità portante elevata e opportuna ossigenazione del suolo.

Un esempio lo troviamo a Baranzate, Comune in provincia di Milano, dove è stato realizzato un tratto di marciapiede e pista ciclabile con il sistema Cupolex Radici Esistenti. Le foto evidenziano le differenze tra i due interventi: da una parte un intervento classico, dove sopra lo spaccato in ghiaia verrà realizzato un getto in c.a. e poi steso l’asfalto, dall’altra un intervento con Cupolex Radici Esistenti dove si provvede ad un nuovo apporto di substrato fertile con la realizzazione contestuale di uno strato portante e ossigenante.


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A chi rivolgersi – Pontarolo Engineering


La Pontarolo Engineering supporta professionisti e committenti pubblici o privati nella progettazione di spazi urbani innovativi, pensati affinchè l’apparato radicale possa espandersi in maniera omogenea e quindi renda più stabili gli alberi sottoposti ad improvvise e violente raffiche di vento e piogge che caratterizzano il cambiamento climatico. Il supporto della Pontarolo Engineering non si esaurisce con la progettazione ma include assistenza nella gestione del cantiere. Dagli scavi, effettuati mediante un innovativo sistema ad aria per non danneggiare l’apparato radicale, alla scelta dei materiali per garantire ossigenazione, apporto idrico e stabilità strutturale fino alla tipologia di terreno ove far crescere le radici.


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Trasformare le città in aree verdi vivibili con il PNRR


Il Recovery Plan può divenire un volano per convertire le nostre sempre più calde città in spazi vivibili dove non mancano verde, ombreggiamento e assorbimento di sostanze inquinanti. Trasformare gli alberi da pericolosi oggetti da abbattere per il rischio di caduta su auto o – peggio – sulle persone, a elementi essenziali per la nostra vita in città è la giusta strada per consentire un migliore e maggiormente equilibrato sviluppo delle piante arboree. Rivoluzione Verde e transizione ecologica sono punti fondamentali del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza): gli apparati pubblici e i professionisti più lungimiranti potranno accedere ai finanziamenti e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Ombreggiamento, abbassamento della temperatura, assorbimento di inquinanti, riduzione del vento, assorbimento di acqua piovana, rilassamento della vista sono solo alcuni dei vantaggi che il verde ci può portare nel quotidiano. Ridotti costi di manutenzione della pavimentazione urbana e sicurezza di pedoni e ciclisti sono altre conseguenze positive derivate dall’utilizzo di Cupolex Radici.




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Aprile 22, 20210


Cupolex Radici è un sistema innovativo di celle vegetative che favorisce lo sviluppo equilibrato delle alberature stradali, riducendo drasticamente gli oneri manutentivi a carico della collettività, principalmente dovuti all’azione degli apparati radicali asfissiati dall’ambiente urbano.

Già ampiamente usate all’estero per la creazione di città resilienti, le celle o isole vegetative rappresentano un investimento in linea con principi del Green new deal, che porta numerosi benefici, sia a livello gestionale che – soprattutto – a livello di miglioramento della qualità del verde urbano nelle nostre città.




I vantaggi di questo sistema innovativo sono dovuti principalmente alla struttura in plastica riciclata che forma un solido reticolo di pilastri, all’interno dei quali si viene a creare un volume nel sottosuolo che permette alle piante di crescere in modo sano, in un terreno vegetale adatto, ossigenato e non compattato, permettendo il raggiungimento del loro pieno potenziale di utilità ambientale. Questo si traduce in diminuzione di CO2, riduzione dell’inquinamento, maggiore schermatura solare, abbassamento di diversi gradi della temperatura e soprattutto nell’eliminazione delle radici affioranti, ricorrente problema che costringe le amministrazioni comunali ad intervenire periodicamente per ripristinare le pavimentazioni danneggiate. Inoltre, Cupolex Radici consente la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana.





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Ne parliamo con Lea Ermeti, Assessore della Giunta comunale di Riccione,
che ha deciso di sfruttare queste tecnologie messe a disposizione dalla Pontarolo Engineering
al fine di alimentare la sostenibilità e favorire uno sviluppo equilibrato e innovativo del verde urbano.



La notizia della sperimentazione a Riccione di un nuovo sistema in grado di favorire lo sviluppo equilibrato e sicuro delle alberate stradali riducendo o azzerando gli impatti prodotti dagli apparati radicali delle piante ha destato molto interesse non solo da parte degli stakeholders (imprese, amministrazioni pubbliche, associazioni ambientaliste), ma anche dei cittadini. Come e perché nasce l’idea di sperimentare le celle vegetative a Riccione?


Riccione è una città che nella sua denominazione comune è chiamata la “La Perla Verde”. Questo è dovuto al suo paesaggio urbano che è caratterizzato da un ricco patrimonio arboreo che si estende sia nei parchi e giardini che lungo le strade. Fra le specie maggiormente rappresentate lungo i viali abbiamo il pino domestico (Pinus pinea) che da solo rappresenta circa un quarto dell’intero patrimonio arboreo cittadino. La capacità di un albero di crescere e rimanere in salute è in gran parte dipendente dallo spazio disponibile per le radici. E’ noto come gli alberi in aree altamente urbanizzate, dove esistono piccoli spazi con poco terreno disponibile, vanno incontro a senescenza precoce e a crescita stentata. Nelle tipiche condizioni in cui essi vengono posti a dimora in ambito urbano, raramente raggiungono il pieno potenziale di crescita e non riescono a fornire l’ampia gamma di utilità ambientali per i quali sono stati piantati e che al contrario potrebbe essere offerta da alberi sani. Un albero in un tipico ambito urbano, piantato in un’aiuola anche inferiore al metro quadrato, non ha spazio disponibile per lo sviluppo del proprio apparato radicale e va incontro ad un rapido declino. Inoltre, l’impossibilità dell’apparato radicale di svilupparsi in modo equilibrato, a causa della compattazione ed impermeabilizzazione del suolo, stimola lo sviluppo delle radici negli orizzonti di terreno più superficiali con gravi ripercussioni a carico delle pavimentazioni. Creare volumi di suolo maggiore esplorabili dalle radici, non soggetti a compattazione e permeabili, consentono agli alberi di vivere in condizioni fitosanitarie migliori, con maggiori possibilità di sopravvivenza in condizioni più consone. Il nostro obiettivo è quindi quello di aumentare il volume di terreno disponibile per gli alberi, al fine di realizzare alberate costituite da piante della maggiore dimensione possibile e più sane. Nelle aree in cui c’è poco o nessun suolo nativo disponibile, la ricerca attuale che stiamo portando avanti mostra che la realizzazione di celle vegetative sono la soluzione migliore per raggiungere questo obiettivo andando a creare del volume di suolo sotto il marciapiede esplorabile dalle radici, attraverso un sistema che nel contempo salvaguardia le pavimentazioni stradali e i marciapiedi circostanti l’aiuola di piantagione.



Quali benefici pensa si potranno ottenere grazie alla realizzazione delle celle vegetative?


I benefici prodotti da sistemi come le celle vegetative che consentano un migliore e maggiormente equilibrato sviluppo delle piante arboree, soprattutto di grandi dimensioni sono molteplici, soprattutto nei contesti urbani, sia sotto il profilo della qualità degli impianti vegetali realizzati che degli oneri manutentivi ad essi collegati e che l’Amministrazione Comunale deve sopportare negli anni per la loro gestione. La realizzazione e l’incremento delle alberate di prima e seconda grandezza rappresenta una soluzione che va favorita in città, in particolare lungo le strade ed in zone a parcheggio collocate in aree urbane e residenziali, al fine di migliorare sia l’impatto negativo prodotto dai veicoli a motore sia per favorire la mobilità lenta (ciclabile e pedonale) grazie all’ombreggiamento e all’effetto dell’evapotraspirazione prodotto dalle chiome degli alberi che incidono favorevolmente sull’isola di calore che si produce in ambiente urbano. Per esempio, un albero adulto di dimensione media può “estrarre” dall’aria inquinata fino a 250kg/anno di polveri provenienti dal traffico veicolare nonché dagli impianti di riscaldamento e dalle varie attività antropiche (polveri, fumi, metalli pesanti, ecc.) e ridurre di diversi gradi centigradi la temperatura dell’aria nelle calde giornate estive. Naturalmente, le alberate stradali sono poste a dimora in aiuole di piantagione che oltre ad essere necessarie per la sopravvivenza dell’albero, riducono le superfici impermeabili e migliorano il deflusso delle acque piovane. In questi casi le celle vegetative rappresentano una soluzione ideale sia per lo sviluppo equilibrato dell’albero, per la specifica funzione di limitare la compattazione e l’impermeabilità dei suoli urbanizzati che per la salvaguardia delle pavimentazioni circostanti le piante stesse.


Cosa sono e come sono fatte le celle vegetative?


Le celle vegetative che stiamo sperimentando a Riccione in collaborazione con GEAT l’Università di Bologna e la Pontarolo Engineering di Pordenone che ci sta fornendo il supporto tecnico necessario, sono sostanzialmente strutture in plastica riciclata conformi ai CAM (Criteri Ambientali Minimi), poggianti su di un reticolo di pilastrini in grado di creare un franco di terreno, non soggetto a compattazione, esplorabile dalle radici, sormontato da un’intercapedine che favorisce gli scambi gassosi a tutto vantaggio della stabilità e vitalità dell’albero e della conservazione delle pavimentazioni stradali e pedonali circostanti. Queste strutture reticolari, studiate e sviluppate per essere riempite, tra i vuoti, con terreno vegetale o miscele di terricciati specifici, sono poi ricoperte mediante l’impiego di calcestruzzi permeabili o tradizionali con l’aggiunta di impianto irriguo e alla fine pavimentate con i materiali, pietre, masselli in cls e/o materiali bituminosi di progetto.



Il sistema delle celle vegetative sembra quindi possa ritenersi una soluzione vincente nell’ambito della realizzazione di nuove alberate. E nelle situazioni nelle quali le radici degli alberi danneggiano le pavimentazioni, non si ritiene di dover intervenire con la sostituzione integrale dell’alberata? Cosa si può fare?


Certamente in questi casi la cella vegetativa nella sua classica conformazione non può essere realizzata. Non è pensabile infatti effettuare lo scavo in profondità in prossimità dell’albero per l’alloggiamento dei supporti strutturali senza intaccare la stabilità dello stesso. In questi contesti, tuttavia, stiamo sperimentando un sistema che rappresenta sostanzialmente un’evoluzione, un adattamento del sistema precedente, quando per motivi paesaggistici o di opportunità risulta necessario conservare il soprassuolo esistente. Naturalmente la conservazione degli alberi richiede un’attenzione particolare quando si opera a livello radicale al fine di non incidere né sulla vitalità delle piante né sulla loro stabilità. Sostanzialmente si opera attraverso la rimozione accurata della pavimentazione esistente, la “ripulitura” dell’apparato radicale tramite l’utilizzo di tecnologie specifiche, attraverso le quali si genera un getto d’aria supersonico specifico per disgregare la compattazione del suolo e rimuovere o spostare il terreno in prossimità delle radici senza lesionarne il capillizio radicale. Si posizionano quindi gli elementi plastici di protezione (cupole) a salvaguardia delle radici e che contemporaneamente creano un’intercapedine di aria che ne sfavorisce l’affioramento e che fungono da supporto alla pavimentazione soprastante. Questa metodologia riteniamo possa costituire una soluzione praticabile che salvaguardia il soprassuolo arboreo esistente, riducendo o addirittura eliminando contestualmente gli effetti determinati dalle interferenze degli apparati radicali con le pavimentazioni.


Ritiene di poter sfruttare fondi legati al “Recovery Fund”?


Fra le grandi aree strategiche e le aree prioritarie delle azioni concrete del “Recovery Fund”, scritte a lettere cubitali dalle istituzioni europee e sulle quali incombono vincoli di destinazione in cui devono andare almeno il 37% delle risorse messe a disposizione, c’è la transizione ambientale. Le analisi compiute testimoniano la necessità di interventi immediati in quanto l’inquinamento dei centri urbani resta elevato e il 3,3% della popolazione vive in aree dove gli standard europei di tossicità dell’aria risultano oltrepassati. Insieme e oltre alla decarbonizzazione dei trasporti, la mobilità urbana sostenibile pubblica e privata, la forestazione urbana rappresenta, ritengo che sia la via maestra per rendere più sostenibili e vivibili i nostri centri urbani. Realizzare sistemi tecnologici che salvaguardino e permettano lo sviluppo equilibrato del verde urbano vanno proprio in questa direzione e i fondi che saranno messi a disposizione dal Governo nel “Recovery Fund” rappresentano un’opportunità di grande interesse anche per Riccione. Va precisato a questo proposito che i maggiori costi che sono richiesti per la realizzazione degli impianti vegetali con i criteri innovativi come quelli che stiamo mettendo in campo, vanno considerati come un investimento che guarda al futuro e che necessitano tuttavia della partecipazione di tutti i soggetti in campo sia pubblici che privati.



Recentemente concetti come “foresta urbana”, “città resilienti” e “mitigazione degli effetti legati al global warming” sono diventati di uso comune anche in Italia. Lei che si è dimostrata sensibile e innovatrice da questo punto di vista, ritiene che oltre a parlarne diventeranno davvero i principi della futura progettazione urbana?


L’Amministrazione Comunale di Riccione sta cercando di dare proprio un contributo in questa direzione. Va tuttavia considerato che, quando si affrontano questi temi, si deve prendere atto della complessità degli stessi. La definizione di foresta urbana per esempio include tutte le diverse tipologie di verde urbano con livelli molto diversi fra loro: boschi e superfici boscate periurbane, parchi e boschi urbani, piccoli parchi di quartiere, giardini privati, giardini pensili e spazi verdi, alberature stradali, delle piazze, dei viali e infine altri spazi verdi con presenze arboree (scarpate, golene, cimiteri, orti botanici, terreni agricoli, etc.). La progettazione rappresenta una fase fondamentale della realizzazione di interventi di forestazione urbana ed è auspicabile che venga redatta dagli uffici tecnici degli enti interessati, affiancati da specialisti di altri enti pubblici o privati: oggi ritengo non si possano che affrontare questi temi con un concetto di squadra, nella quale ognuno deve svolgere un suo ruolo specifico. Ogni progetto di forestazione urbana infatti deve integrarsi nella complessità del contesto territoriale in cui si colloca: le nuove aree verdi alberate, per esempio, devono essere progettate tenendo in considerazione del loro inserimento nel sistema del verde urbano esistente, così da diventare un elemento integrato della rete di spazi verdi ed assumere un ruolo per la connessione ecologica. La realizzazione di nuovi spazi verdi contribuisce certamente al miglioramento del paesaggio urbano e periurbano e alla riduzione delle emissioni climalteranti, fungendo da serbatoio per la cattura di carbonio e contribuendo al miglioramento del microclima locale, alla mitigazione dell’inquinamento atmosferico (in particolare le polveri sospese) ed acustico, migliorando la funzionalità ambientale e la connettività e la biodiversità locale. Le strategie di forestazione urbana, però, se non accuratamente pianificate e coordinate, possono incontrare problemi di attuazione operativa in quanto richiedono il coinvolgimento di diversi soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio. E’ in questo senso che l’Amministrazione Comunale di Riccione e Geat si pongono in modo aperto e dialogante con tutti i soggetti sia pubblici che privati che operano da tempo in questi ambiti quali appunto l’Università ma anche imprese private quali la Pontarolo Engineering che da anni realizza celle vegetative tecnologiche e vasche di laminazione in varie zone del mondo.




Per avere maggiori informazioni su questa tecnologia innovativa, visita la sezione Cupolex Radici o contattaci

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Agosto 26, 20202

Tecnologia del verde urbano per evitare che le radici affioranti creino strade e marciapiedi dissestati e per consentire agli alberi la crescita sviluppando un solido apparato radicale in ambiente ottimale, evitandone così la caduta e le malattie.

Più di un secolo fa nasceva l’idea di Città Giardino, per fondere i benefici dell’ambiente di campagna con quelli della città. La dicotomia è evidente: costruzioni / verde; permeabilità / impermeabilità; terreno / asfalto; polveri sottili / assorbimento di inquinanti e la lista può continuare a lungo. L’idea è che tra edifici e fabbriche possano nascere anche giardini pensili, verde verticale, alberi in città per ombreggiare, assorbire acqua piovana, ridurre la CO2 e la temperatura estiva nonché aumentare la biodiversità.


Il riscaldamento globale ha accentuato la necessità di trovare un equilibrio tra i due ambienti anche se contemporaneamente ne ha reso più difficile la convivenza. Spesso si incontrano marciapiedi dissestati dalle radici o strade sconnesse, per non parlare di schianti e alberi completamente sradicati dal vento. Questo accade appunto perché la pianta non è in salute e non riesce a convivere con le pavimentazioni circostanti. In particolar modo la messa a dimora di alberi in città non è mai stata semplice in quanto le esigenze delle piante sono diverse da quelle urbane: terreno non compattato, drenante, ossigenato e giusto apporto di acqua. Le città invece hanno bisogno pavimentazioni resistenti (asfalto, pietra, ecc.), garanzie di portata e presenza di sottoservizi (acqua, luce, gas, telefono, fognatura).
Il global warming ha portato al paradosso di avere periodi lunghi di siccità, piogge sempre più intense in tempi brevi e venti molto sostenuti che hanno complicato ulteriormente la crescita degli alberi in ambiente urbano, allo stesso tempo il verde è la chiave per contenerne gli effetti e rendere le città più resilienti. La fragilità di questo difficile equilibrio, richiede soluzioni nuove, sempre più all’avanguardia per questo si parla di verde tecnologico per realizzare (ove possibile) le Foreste Urbane.


In vari Paesi del mondo realizziamo piazze, marciapiedi, piste ciclabili caratterizzate dalla compresenza di pavimentazioni urbane e piante anche ad alto fusto dove la principale caratteristica è l’eccellente durata e resilienza agli eventi climatici.



Ma quali sono i segreti per una lunga vita del verde e delle opere?
Terreno non compattato

Il concetto che sta alla base della soluzione Cupolex Radici è di creare una struttura in grado di sopportare i carichi di progetto senza dover compattare il terreno, il quale deve avere caratteristiche finalizzate al solo benessere della pianta. La pavimentazione esterna è sorretta da una struttura in cemento armato, che occupa solo il 4% dell’area di progetto, lasciando il restante 96% al terreno adatto alla pianta in termini di drenaggio e di sostanze nutritive.

Struttura In cemento armato

struttura portante è in cemento armato, costruita in opera, ed è calcolata secondo l’Eurocodice 2 garantendo quindi affidabilità sia in termini di portata che di durabilità.

Ossigenazione

Uno dei principali nemici delle piante in città è l’acidificazione del terreno dovuta ad una scarsa ossigenazione. Ecco perché il sistema Cupolex Radici prevede una intercapedine di ventilazione tra terreno e pavimentazione.
Il corretto scambio di ossigeno tra ambiente esterno e le radici, infatti, ne limita l’affioramento e quindi elimina il problema di marciapiedi dissestati e pericolosi. Allo stesso tempo aumenta la stabilità dell’albero che riesce a penetrare in profondità.

Irrigazione

L’irrigazione per i periodi di siccità è necessaria al funzionamento del sistema, che può essere abbinato a vasche sotterranee per l’accumulo di acque piovane atte al riutilizzo.

E’ stato recentemente realizzato un esempio anche in Italia: grazie all’interesse per il tema del verde urbano e alla visione lungimirante del Comune di Bolzano, sono stati messi a messa a dimora 6 aceri, in sostituzione di alberi che non erano riusciti a crescere. La soluzione è stata apprezzata per la rapidità di esecuzione (dieci giorni di lavoro) ma soprattutto per la sua flessibilità, in quanto scavando sono emersi sottoservizi inaspettati ma superati adattando il sistema alle nuove condizioni.

Il sistema è infatti adattabile in pianta grazie consentendo di superare gli ostacoli rappresentati dalle utenze che emergono in fase di scavo. In altezza il sistema è comunque flessibile in quanto le colonne sono regolabili anche in fase di cantiere iniziato.

Flessibilità, struttura portante indipendente dal terreno e ossigenazione sono le caratteristiche che consentono al sistema di essere utilizzato anche in centro urbano, coniugando le esigenze di natura e città, migliorando così la qualità della vita ai cittadini.


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Luglio 8, 20200

In ambiente urbano e lungo le arterie stradali capita sovente di imbattersi nelle radici affioranti che deformano e danneggiano le pavimentazioni, creando grossi problemi alla viabilità di automobili, motocicli, biciclette e anche al passaggio di pedoni.

La tropicalizzazione del clima, caratterizzata da eventi meteorici intensi associati a venti notevoli, mette in luce un altro problema sempre più frequente a livello urbano: il rischio di caduta degli alberi stessi.


La presenza di radici affioranti e la caduta degli alberi possono avere delle cause comuni. Gli alberi in ambiente urbano non hanno le libertà di crescita tipiche di un ambiente non antropizzato perché l’ambiente urbano è cementificato e non consente un corretto apporto di ossigeno al terreno. Il terreno impermeabilizzato tende ad acidificarsi e costringe le piante a cercare aria all’esterno, rompendo la pavimentazione. Le radici non crescendo correttamente sono meno stabili e rendono gli alberi meno resistenti ai forti venti.

Negli ultimi anni sono molti gli interventi di eliminazione fisica di interi viali alberati per risolvere “alla radice” il problema. E’ una cancellazione degli apparati radicali molto onerosa. Costosa economicamente perché richiede scavo, estrazione della pianta, dell’apparato radicale e ripristino della pavimentazione urbana. Costosa dal punto di vista ambientale perché l’assenza di alberi comporta meno ombreggiamento, meno assorbimento di acque meteoriche, CO2 e sostanze inquinanti, aumento della temperatura estiva, cancellazione di viste rilassanti e piacevoli. A questo consegue una diminuzione del valore degli immobili circostanti.

Vedi le pubblicazioni 


E’ stata realizzata la prima pista ciclabile che consente agli alberi di crescere correttamente senza dover spaccare la pavimentazione. In località Cavallino-Treporti (VE) lungo la strada provinciale sono da poco terminati i lavori.

La località è caratterizzata dalla notevole presenza di turisti e la pista ciclabile è molto trafficata. Prima dell’intervento la presenza di apparato radicale affiorante la rendeva pericolosa e si è quindi deciso di intervenire per risolvere il problema.



Varie sono state le ipotesi progettuali elaborate dai tecnici della Città Metropolitana di Venezia e sottoposte al giudizio degli agronomi.

L’unica soluzione che è stata riconosciuta come innovativa e funzionale è il sistema Cupolex Radici. Tale sistema, utilizzato in molte aree del mondo contestualmente alla piantumazione di nuovi alberi, è stato modificato appositamente per poter essere applicato ad alberature esistenti ad alto fusto.

Il sistema consente al terreno di essere nutrito con un giusto apporto di ossigeno e contestualmente garantisce le caratteristiche portanti di progetto.

Rispetto al piano preesistente, la soluzione adottata ha comportato un rialzo di 20-25 cm, collegato alla quota stradale mediante un piano inclinato e separato lateralmente da un parapetto.

La soluzione consente di muoversi in sicurezza a ciclisti e pedoni di tutte le età.


Archivio fotografico 


SEDE LEGALE ITALIA

San Vito al Tagliamento

La PONTAROLO ENGINEERING S.p.a. è un’ azienda che da oltre 55 anni opera nel settore delle costruzioni.
+39 0434 857010

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